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- Feb
Gassman poteva far diventare qualsiasi cosa poesia
Chi me l’ha segnalato?
Grazie a Lancil9 per la segnalazione e la realizzazione del filmato con i sottotitoli
1. La famiglia di Bruce Lee diede a Bruce un nome da donna: “Little Phoenix”.
La sua famiglia non l’ha mai chiamato Bruce. Loro preferivano chiamarlo col suo soprannome “Sai Fon” o appunto “Little Phoenix”. Era un nome da femmina, deliberatamente scelto dalla sua famiglia, che pensava che gli spiriti maligni non volevano maschi in famiglia (il loro primogenito morì da piccolissimo).
Bruce fu un nome dato da un’infermiera al Jackson Street Hospital a San Francisco, dove lui nacque. L’infermiera pensava che un nome inglese avrebbe aiutato ad evitare qualsiasi confusione con il suo certificato di americano di nascita (si, Bruce fu americano di nascita, non ebbe mai nessun altra cittadinanza).
2. Bruce non fu puramente cinese, ma in parte tedesco (dalle origini della famiglia della madre).
3. Bruce Lee non perse mai un combattimento.
In realtà perse solo un combattimento, quando era 13enne, e quella perdita lo portò a studiare le arti marziali da un maestro Wing Chun chiamato Yip Man. Quando alcuni studenti scoprirono che non era puramente cinese, Yip Man fu costretto ad impartirgli lezioni in privato.
4. Bruce Lee era un pessimo studente.
Gli studi non lo prendevano molto. Dopo le scuole primarie, Bruce entrò nel La Salle College, una scuola per studenti che parlavano inglese, ad Hong Kong, dove ebbe molti problemi. Fu da li espulso per comportamenti diseducativi.
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Hitler conquistò il potere cavalcando lo scontento e l’orgoglio ferito del popolo tedesco, a causa della sconfitta nella prima guerra mondiale e della grave crisi economica che affliggeva la Repubblica di Weimar. Sfruttando abilmente la sua oratoria carismatica e facendo leva sull’insoddisfazione delle classi medie, presentò un manifesto politico intriso di nazionalismo, anticomunismo e antisemitismo, e dopo alterne vicende, Adolf Hitler divenne Cancelliere della Germania nel 1933, divenendo poi “Fuhrer” nel 1934 fino al 1945, anno del suo suicidio.
Hitler fu fautore e responsabile sin dal 1933 di una politica di discriminazione e segregazione degli Ebrei dalla vita sociale ed economica del Paese; politica che dal 1941 si tramutò in un piano d’internamento e sterminio totale (noto con il nome di “Soluzione finale”) al quale ci si è riferiti sin dall’immediato dopoguerra con il termine di Shoah o Olocausto. Oltre al genocidio dei 6 milioni di Ebrei, la “Soluzione finale” prevedeva l’eliminazione di altri gruppi etnici, politici e sociali (Rom, popolazioni slave, omosessuali, comunisti, disabili mentali, minoranze religiose, prigionieri di guerra e oppositori politici).
Il 30 Aprile del 1945, dopo intensi combattimenti terra-terra, quando le truppe sovietiche si trovavano a qualche isolato dal palazzo del Cancelliere del Reich, Hitler si suicidò, sparando a se stesso e simultaneamente ingerendo una capsula di cianuro, per aver la sicurezza della morte.
Stalin fu il Segretario Generale del Partito Comunista dell’Unione Sovietica dal 1922 fino alla sua morte, nel 1953.
Sotto la leadership di Stalin l’Ucraina soffrì talmente tanto la carestia (L’Holodomor fu la terribile carestia che colpì l’Ucraina sovietica tra il 1932 e il 1933. Si tratta della più grave catastrofe che si sia mai abbattuta sulla nazione ucraina durante la storia moderna, visto che essa significò la morte di diversi milioni di persone) che viene additata da molti come conseguenza della politica del dittatore.
Le drammatiche testimonianze scritte di proprio pugno da contadini agonizzanti dalla fame ai propri fratelli, mariti e figli all’epoca inquadrati nell’Armata Rossa non giungevano mai ai rispettivi destinatari, in quanto venivano regolarmente intercettate dalla censura militare affinché le voci relative a ciò che stava effettivamente accadendo nelle zone colpite dalla carestia non si diffondessero per tutto il paese. Le stime infatti si tengono su un range che va da 2.5 milioni a 10 milioni di persone.
In addizione alla carestia Stalin ordinò di uccidere qualsiasi elemento che potesse essere considerato nemico del paese.
In totale, le uccisioni causate dal regime di Stalin, vanno a seconda delle stime, da 10 a 60 milioni.
Vlad III Dracula di Romania conosciuto anche come Vlad Ţepeş (letto tse’pesh) o Vlad l’Impalatore fu, a più riprese, principe di Valacchia: nel 1448, dal 1456 al 1462 ed infine nel 1476. La crudeltà nei confronti dei prigionieri gli valse il soprannome di Dracul, che in Rumeno significa “diavolo”, ma fu anche detto l’Impalatore. In lingua rumena dracula significa figlio del diavolo.
In Romania è visto da molti come un principe con un forte senso della giustizia, ma il suo metodo preferito di giustiziare le persone era l’impalamento, un antico metodo di messa a morte di una persona tramite tortura, consistente nell’infilzare il condannato con un palo di legno, per poi sollevarlo in posizione verticale fissando il palo nel terreno. Affinché entrasse con facilità nel corpo del condannato, la punta veniva spalmata di olio o miele, il punto di entrata poteva essere l’ano, la vagina oppure una parte bassa dell’addome, il punto di uscita poteva essere la bocca o una scapola. Se non venivano lesi organi vitali, il supplizio poteva protrarsi per molti giorni, prima della morte.
Ma i suoi metodi erano multipli: accecamento, strangolamento, bruciare, tagliare naso e orecchie, mutilazione degli organi sessuali (specialmente nel caso delle donne), scalpo, bollire vivo, lasciare come pasto agli animali, ed altri.
Si dice che 10.000 persone siano state impalate solamente nel 1460!
Iniziamo oggi un nuovo genere di rubriche. Parleremo di personaggi storici, sportivi, ma anche di eventi, di oggetti, di programmi televisivi, di stranezze, di tutto insomma. Attendo consigli e insulti tra i commenti.
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Prima di iniziare questa rubrica vorrei specificare alcune cose:
-questa è solo la prima puntata, ma, come potete intuire dal #1, ne seguiranno delle altre.
-#1 non vuol dire che Ayatollah Khomeini sia stato l’uomo più crudele della storia, ma solo che è il primo ad essere approfondito.
Ayatollah Khomeini è stato il capo religioso in Iran dal 1979 al 1989. Egli implementò la Sharia, la legge religiosa islamica, con le regole di abbigliamento sia maschili che femminili, tramite la Guardia rivoluzionaria islamica ed altri gruppi islamici. L’opposizione a tali regole veniva, e spesso viene ancora, punita con regole molto severe.
In un suo intervento alla scuola Fayzieah a Qom, il 30 agosto 1979, Khomeini disse:
“Coloro che cercheranno di portare corruzione e distruzione nel nostro paese, verranno oppressi in nome della democrazia. Sono peggio degli ebrei Bani-Ghorizeh, e vanno uccisi. Opprimeremo loro secondo l’ordine di Dio e la chiamata di Dio al fedele”
Nel massacro dei prigionieri iraniani del 1988, Khomeini comando agli ufficiali giudiziari di giudicare ogni prigioniero iraniano e uccidere tutti quelli che avevano intrapreso delle iniziative contro il regime. Molti riportano che in migliaia furono uccisi nelle prigioni. Le soppresse memorie del Grande Ayatollah Hossein-Ali Montazeri riportavano i dettagli dell’esecuzione di 30mila attivisti politici.
Dopo unidici giorni di ospedale per un’operazione che avrebbe dovuto fermare una emorragia interna, Khomeini morì di cancro il sabato del 4 giugno 1989, all’età di 86 anni.