E’ cominciato il campionato e la Roma ha vinto, quindi sono felice, ma si parla tanto di campioni, senza sapere cosa significa il termine “campione”. Si, perchè un campione è un modello, ma in tutto e per tutto, ed in serie A qualcuno da ammirare sotto tutti gli aspetti ancora deve nascere.
In questo video vedrete dei campioni veri, dei ragazzi che coltivano la loro passione contro qualsiasi avversità, ragazzi che giocano a calcio senza una gamba, mentre in serie A non si gioca a calcio se non c’è un contratto da 3 milioni netti all’anno.
Bravi.
Ricordate lo spot di Ronaldinho in cui prende numerose traverse di seguito? I calciatori dell’Arsenal decidono di sfidarsi per gioco e coglierne una sola, ma da molto lontano. Uno solo ci riuscirà. Vediamo.
I giocatori della nazionale argentina under 20, campioni del mondo in Canada, festeggiano distruggendo telefoni e lampade dell’hotel.
E il video finisce sulle tv argentine e in rete.
Ma a differenza del video di Ronaldinho, credo che questo sia vero.
Non ci metterei la mano sul fuoco, ma era chiaro che in quello di Ronaldinho la palla nel tornare indietro prendesse delle traiettorie discutibili, e ritengo questo più fattibile perchè la porta è più piccola e vicina. Un fenomeno comunque.
Questo tizio palleggia a Leidseplein, una famosa piazza di Amsterdam, e provai a riprenderlo. Beh, mi disse, in perfetto italiano (lui è brasiliano): “hey ragazzo, per vedere 2€, e non riprendere!”.
Ok, riprendere non mi è permesso e sono d’accordo, ma perchè dovrei darti 2€ per vedere? Dove sta scritto?
Un gran maleducato insomma, ma rimane che è bravissimo, e mi vendico.
La verità è che credevo di aver inserito questo filmato mesi fa, mentre invece oggi il nostro Sir Emperor me lo risegnala, faccio un controllo, e scopro di non averlo assolutamente fatto.
Trattasi di una fantastica rovesciata con gol di uno sconosciuto (o almeno così è per me), dopo un fantastico assist del portiere. Improbabile.
Francesco Totti è un calciatore italiano, centrocampista-attaccante della Roma e della nazionale italiana (ancora?).
Dotato di grande forza fisica ma anche di talento e tecnica, è giustamente considerato il miglior esponente dell’attuale calcio italiano. Fino a poco fa tutti avrebbero giurato che il suo ruolo ideale fosse stato dietro alle punte, ed invece quest’anno, ha dimostrato di sapere “funzionare” benissimo anche come attaccante, divenendo il capocannoniere del campionato italiano, con 26 reti.
Con la nazionale invece ha giocato fino ad ora 55 partite, segnando 9 gol, e laureandosi campione del mondo nel 2006, in Germania.
Nasce a Roma nel 1976, nel quartiere Appio Latino, nei pressi dell’oramai mitica Porta Metronia. Tira i primi calci nella Fortitudo, per passare poi nella Smit Trastevere e poi alla Lodigiani, dalla quale sarebbe stato in procinto anche, ahime, di passare alla Lazio, ma poi trasferendosi alla Roma.
Dopo 3 anni di settore giovanile entra nel giro della prima squadra a soli 16 anni, grazie a Boskov (famosa la sua frase “rigore è quando arbitro fischia”). Nella stagione 94/95, con Balbo e Fonseca in squadra, colleziona 21 presente, segnando anche 4 reti. L’anno dopo, con Zeman, il Bimbo de oro diventa titolare. Il 4-3-3 dell’allenatore ne esalta le qualità sia tecniche che fisiche, portandolo a divenire il leader incontrastato della squadra. Nel 98 Aldair gli lascia la fascia di capitano e nel 99 la Roma ingaggia Capello, che comincia subito a costruire intorno a lui una squadra molto competitiva, che il primo anno arriva sesta, ma che l’anno dopo raggiunge il grandissimo traguardo dello scudetto, con l’apporto di giocatori fortissimi come Batistuta, Montella, Tommasi, Samuel, che mancava alla capitale da moltissimi anni. In lizza per il pallone d’oro riceve una delusione cocente, vedendolo assegnare a Michael Owen, che però negli anni non terrà il ritmo di Totti.
Nel 2005 rinnova il contratto con la Roma fino al 2010, regalando alla Roma l’intera sua vita calcistica da professionista.
Il 19 febbraio 2006, nella partita casalinga con l’Empoli, riceve un bruttissimo fallo da dietro di Vanigli, che gli provoca una frattura del perone con interessamento della caviglia.
Totti però vuole andare al mondiale, e si lancia in quello che sarà un recupero record (rientra nella Supercoppa poi vinta dall’Inter).
L’esperienza del Mondiale per Totti è fantastica per i risultati, ma non per il gioco da lui espresso, evidentemente ancora non al top dopo il rientro dall’infortunio. Ma nonostante tutto colleziona 7 presenze, 3 assist e il gol su rigore contro l’Australia che qualifica l’Italia ai quarti.
Il 9 luglio 2006 a Berlino, Totti e i compagni diventano campioni del mondo, dopo una finale lottata e vinta ai rigori, con gol decisivo di Grosso.
In seguito esprime la volontà di allontanarsi dalla nazionale per recuperare del tutto dall’infortunio, annunciando che sarebbe rientrato solo dopo l’estrazione della placca inserita durante l’operazione.
Totti è attualmente il miglior marcatore italiano ancora in attività, dopo la doppietta contro il Cagliari il 20 maggio 2007, segna il suo 200esimo gol in carriera, e proprio ieri, dopo la defiance di Van Nistelrooy conquista la scarpa d’oro per la stagione appena conclusasi (premio assegnato a chi segna il maggior numero di reti nel proprio campionato, moltiplicato per il coefficente di difficoltà dello stesso).
Situato a Tokyo, sopra l’incrocio più trafficato di pedoni al mondo, sorge il primo campo di calcio in verticale, sponsorizzato dall’Adidas. 2 calciatori appesi con elastico dall’alto, cercano di segnarsi a colpi di acrobazie, sopra il pubblico acclamante. Ma l’Italia, il paese del calcio, non poteva ospitarlo?
Fantastico! Dei ragazzini creano un pallone di CEMENTO e incitano altri ragazzi a calciarlo. Gli sfortunati arrivano in corsa e calciano, non sapendo a cosa vanno incontro. Che voli, e forse anche qualche frattura.