Loro non riescono a fermarsi, e tu, di guardarle?
Sinceramente? Non mi sembra una vera novità, anche se è interessante vedere come funziona.
Non mi sembra una novità perchè ce ne sono diversi anche in Italia, che permettono di parcheggiare le automobili.
Me ne viene un mente uno nei pressi della stazione Termini, che sinceramente inizialmente mi mise un pò d’ansia, proprio perchè non mi fidavo della tecnologia che mi avrebbe dovuto riconsegnare la mia auto nuova di zecca. Tutto ok per fortuna, importante non perdere il ticket, altrimenti addio macchina!
Per informazione comunque, questo parcheggio può stipare fino a 9400 biciclette.
Di chi poteva essere? Un americano? Sbagliato, un giapponese, ma è ovvio, con l’aiuto di un trampolino.
Non riesco sinceramente a capire con esattezza se si tratti di 6.15 o 6.30 metri, perchè le didascalie non indicano se questo è il record, o se questo è il preriscaldamento, ma certo, non si tratta comunque di poco.
Un maniaco giapponese è stato arrestato per aver rubato, in maniera ripetuta, capi di abbigliamento intimo femminile, arrivandone a collezionare addirittura 1700.
Non ci credete? Guardate un pò! A dire il vero sembra il video di un bimbo che, fiero della sua collezione di Pokemon, li ha sistemati ad hoc per vantarsi con gli amici, ma come dire, i giapponesi hanno un modo molto personale di fare le cose.
Il fenomeno di origami Eric Joisel è apparso recentemente su una tv giapponese, ed ha mostrato tutte le sue incredibili doti da artista, perchè di arte si tratta.
Il porcospino è stato realizzato in 7 anni, pensate un pò, ed ogni pezzo dell’orchestra è formato da un solo foglio di carta, con gli strumenti realizzati da pezzi separati tra loro.
Incredibile.
Fino a un certo punto però!
In pratica gli sistemano in maniera progressiva delle fettine di manzo sul naso, e poi sulla nuca, e lui poverino ad obbedire, immobile, con l’acquolina in bocca.
Ma quanto durerà? Se lo starà chiedendo!
Poi però fa finta di perdere l’equilibrio e parte all’attacco. Ben fatto.
Vi siete mai addormentati in classe? Io no sinceramente, ma ho provato l’imbarazzo dello starnutirsi addosso, sentirsi bagnati e subito osservati da tutti, impossibilitati a togliere le mani dal naso causa vergogna, e quindi in scacco matto, a soli 14 anni, a pregare per il materializzarsi di un fazzoletto che sai, non arriverà.
Non è esattamente il caso di questo ragazzo, che in verità si addormenta, comincia a dondolare, e quindi a sbavare sul banco. Osservato da tutti? Certo, ed anche ripreso, per uno sputtanamento totale su youtube.
Nel mio soggiorno a Tokyo, una delle cose che mi ha particolarmente colpito, è la grandezza, anzi, la piccolezza degli appartamenti. La crescita demografica e l’alta densità poi, contribuiscono a rendere i prezzi inaccessibili.
Yasuhiro Yamashita è un architetto giapponese, che ha trovato una soluzione almeno al primo problema, quello degli spazi angusti, tramite una ricerca della valorizzazione degli spazi attraverso lo sfruttamento ottimale degli stessi, e dando spaziosità all’interno dell’ambiente sfruttando l’illusione delle luci provenienti dall’esterno.
Ma vediamo cosa vuole dire nella pratica, osservando il lavoro svolto da Yamashita sulla Peguin House, un edificio piccolo ma alto:
innanzitutto ha tirato su 4 muri agli angoli e li ha tagliati, permettendo alle luci di entrare dall’esterno, e creando nella parte alta uno spazio pieno di vetrate, capaci anche esse di far filtrare luce, e dare nello stesso tempo l’impressione di vastità, dando la possibilità agli inquilini di ammirare l’esterno a quasi 360 gradi.
Questo affidarsi alle luci dall’esterno però, è stato solo un modo per dare valore al lavoro all’interno della casa, che come potete vedere sfrutta la luminosità ovunque, sfruttando spazi altrove “morti”, alle scale “aperte” senza strutture di supporto visibili, ai soffitti alti (che toglierebbero l’impressione di stanza stretta), fino alle mensole sviluppate su più piani.
Insomma, un lavoro assolutamente eccezionale. Non credete?