Non ho idea di chi sia il calciatore, so solo che l’incidente è davvero brutto: mentre corre, mette male la gamba, che si spezza in 2. In viso si leggono la sua disperazione, e l’incredulità.
Pensi alla gamba, ma anche alla carriera, e non deve essere bello.
Fantastico questo spot della Top Gun Motors, società specializzata in veicoli veloci (ma non semprerebbero tali a vederli).
Il tizio è esaltatissimo, e ci propone i vari modelli e colori, finchè non succede qualcosa.
Non riesco a capire esattamente se sia il pilota ad aver perso il controllo oppure sia sopraggiunto qualche problema all’elicottero stesso. Fatto sta che non deve essere piacevole trovarsi nella cabina in quelle condizioni.
Non so cosa gli dica il cervello, ma aspetta una macchina che passa e si fa investire. A giudicare dal video, non sarà morto, ma ha rischiato la vita e le gambe.
Incredibile: guardate cosa provoca questo incidente alla Nascar racing, e fatevi 2 risate. Ora avete la conferma che nelle strade ci sono cose più pericolose delle donne al volante!
Grazie a Aaaa per la segnalazione. No, non ho scritto male.
Siamo in un pullman che trasporta ragazzi, e un conducente ubriaco fa un incidente. La telecamera interna riprende la paura de ragazzi, ma fortunatamente il tutto finisce senza danni vistosi.
Veramente impressionante questa sequenza.
Appostati al bordo della strada ci sono loro con la telecamera, evidente consapevoli della pericolosità del tratto, e riprendono una sequela impressionante di incidenti a catena, che finiscono per causare la morte di un poliziotto!
Sta correndo a 120 miglia all’ora su una autostrada americana, ed è seguito e ripreso dall’alto da un elicottero, quando non si rende conto di una macchina ferma in corsia di emergenza e la prende in pieno, rotolando così al centro della strada.
Durante uno spettacolo, un motociclista si sopravvaluta e compie un atto esagerato, un salto fuori dai canoni. Sinceramente non riesco a capire cosa volesse fare esattamente, ma la riuscita è tremenda!
Grazie a Giacomo per avermi segnalato il filmato.
Nella ripresa possiamo vedere 3 aerei da turismo, correre all’impazzata, come in una gara. Qualcosa però va storto e 2 dei 3 collidono incredibilmente, provocando la caduta e probabilmente la morte dei passeggeri.
Dopo il tributo a Mike Tyson, ecco quello al grandissimo Ayrton Senna, scomparso durante il Gran Premio di San Marino, disputato a Imola nel 1994.
Brevemente la sua vita:
Ayrton eccelle nelle formule minori (campione di Formula 3 inglese nel 1983), e debutta in Formula 1 nel Gran Premio del Brasile nel 1984 su Toleman-Hart. Stupisce subito, inanellando una serie di ottime prestazioni ed ottenendo un fantastico secondo posto al GP di Monaco (tra l’altro la gara fu interrotta per diluvio ed ad Ayrton venne negata una vittoria che sembrava oramai sicura).
Nell’85 passa alla Lotus e comincia a dimostrare quale sia la sua specialità: la velocità nel giro in prova, con ben 7 pole position conquistate nella stagione.
Dopo 3 stagioni di problemi vari (su tutti quelli meccanici) passa alla McLaren (motore Honda). Compagno di scuderia un certo Alain Prost, con cui inaugurò una bellissima rivalità che avrebbe fatto la storia della Formula 1. E’ di Senna la vittoria a fine stagione, con 2 GP di anticipo (8 vittorie e 13 poles), e il grande Ayrton corona il sogno. L’anno dopo però vince Prost, con alcune gare molto dubbie, che contribuirono ad inasprire ulteriormente i rapporti tra i 2 compagni di scuderia.
Così l’anno dopo Prost passa alle Ferrari, ma il braccio di ferro continua: Senna arrivò in Giappone in vantaggio di classifica, ma col rivale in recupero. Anche questa volta, alla prima curva, Prost chiuse la traiettoria e fu urtato da Senna, impatto che mandò entrambi nella sabbia (mesi dopo Senna, parlando di quest’episodio commenterà: «A volte le gare finiscono a sei giri dal termine, a volte alla prima curva»). Senna era così campione del mondo per la seconda volta.
Il calo di competitività della Ferrari nel 1991 interruppe la saga Senna-Prost, favorendo le vittorie del pilota paulista, che si aggiudicò il terzo titolo mondiale, dovendo però far fronte ad un grintoso Nigel Mansell, battuto solo alla penultima gara ancora in Giappone. Fu l’ultimo titolo per Senna, che nel 1992 si trovò alle prese col calo di competitività della McLaren (e con una Williams eccezionale) che, quindi, dovette sopportare una stagione in tono minore.
Nel 1994 Senna si trasferì alla Wlliams campione in carica, al posto di Prost. Dopo una partenza difficile, Senna affrontò la terza gara, il GP di San Marino. Al 7° giro, il secondo dopo la ripartenza dietro la safety car (entrata in seguito ad un incidente in partenza che aveva coinvolto J.J. Lehto e Pedro Lamy, i rottami delle cui vetture avevano provocato il ferimento di alcuni spettatori), Senna uscì di pista alla curva Tamburello, sembra a causa del cedimento del piantone dello sterzo della sua monoposto. Senna, ormai solo passeggero impotente di una monoposto ingovernabile, provò a frenare con tutte le sue forze, arrivando persino a bloccare tutte e quattro le ruote. Ma la via di fuga in quel punto del circuito offriva uno spazio ridottissimo. L’impatto fu tremendo, coinvolgendo la parte anteriore destra della monoposto. Il puntone della sospensione perforò il casco provocandogli gravissime lesioni. Anche in assenza di questo particolare per il brasiliano non ci sarebbe stato nulla da fare, poiché nell’impatto riportò la frattura della base cranica e dell’osso frontale. Spirò all’Ospedale Maggiore di Bologna, dove era stato elitrasportato, alle ore 18:39. La sua morte gettò nel lutto tutto il mondo della Formula 1, ma soprattutto un popolo intero, il Brasile, che di Ayrton aveva eletto un idolo e un simbolo incontrastato. Vennero addirittura proclamati tre giorni di lutto nazionale.
Ayrton Senna ha disputato 161 GP, cogliendo 41 vittorie, 65 pole position, 19 giri più veloci in gara e 610 punti iridati validi (su 614 totali). È partito per 87 volte in prima fila ed ha ottenuto 96 piazzamenti a punti, 80 dei quali sul podio.
Immagini veramente orribili, di un motociclista poco attento e molto presuntuoso, che provoca un frontale con un altro motociclista proveniente dalla corsia opposta. Il tempo non è dei migliori e non si vede molto bene, e forse per questo non vede sopraggiungere il centauro che finirà per provocargli quello che sarà l’ultimo incidente della sua vita, quello fatale. Lui muore, non so dell’altro. La telecamera riprende in primo piano tutto.