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Caregoria: Video Tributi

  • 28
  • Dic

Tributo a Eddie Guerrero

Di Pizzicone, in Video Tributi.


« Se la mia storia può avere un’influenza positiva su qualcuno, se qualcuno sta avendo gli stessi problemi che ho avuto io, questi possono dire: “Se Eddie ha avuto aiuto, anch’io dovrei chiedere aiuto, perché c’è ancora speranza”. Mi vergogno per il mio passato, ma non di quanto ho fatto per correggere i miei errori. Sono orgoglioso di me stesso. »

(Eddie Guerrero)

Eduardo Gory Guerrero Llanes (Ciudad Juárez, 9 ottobre 1967 – Minneapolis, 13 novembre 2005) è stato un wrestler messicano naturalizzato statunitense. Era conosciuto con il nome di Eddie Guerrero e soprannominato El Caliente e Latino Heat.

Il padre Gory, i suoi fratelli Hector, Chavo, Mando, suo zio Enrique Llanes, suo cugino Javier Llanes e i suoi nipoti Chavo Jr e Hector Mejia furono, o sono tuttora nel caso di Chavo Jr, dei wrestler. Eddie decise di continuare la tradizione di famiglia, la Guerrero’s Legacy, diventando a sua volta un wrestler. Nel corso della sua ventennale carriera Guerrero ha ottenuto successi in alcune delle più importanti federazioni Giapponesi, Messicane e, soprattutto, nelle tre più importanti federazioni americane dell’epoca: Extreme Championship Wrestling, World Championship Wrestling e World Wrestling Entertainment.

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  • 17
  • Dic

Tributo a Benny Hill

Di Pizzicone, in Video Tributi.


Zedone, un nostro lettore, mi segnala un video realizzato con i suoi amici, un vero e proprio tributo al grande Benny Hill.
Sinceramente ricevo spesso segnalazioni di video personali, e quasi sempre si tratta di video ridicoli (scusate ma è così), mentre in questo caso devo dire che il filmato in questione è realizzato molto bene ed è divertentissimo.
Continuate così ragazzi.
  • 23
  • Giu

Tributo fotografico ad Ayrton Senna

Dopo il tributo a Mike Tyson, ecco quello al grandissimo Ayrton Senna, scomparso durante il Gran Premio di San Marino, disputato a Imola nel 1994.

Brevemente la sua vita:
Ayrton eccelle nelle formule minori (campione di Formula 3 inglese nel 1983), e debutta in Formula 1 nel Gran Premio del Brasile nel 1984 su Toleman-Hart. Stupisce subito, inanellando una serie di ottime prestazioni ed ottenendo un fantastico secondo posto al GP di Monaco (tra l’altro la gara fu interrotta per diluvio ed ad Ayrton venne negata una vittoria che sembrava oramai sicura).

Nell’85 passa alla Lotus e comincia a dimostrare quale sia la sua specialità: la velocità nel giro in prova, con ben 7 pole position conquistate nella stagione.
Dopo 3 stagioni di problemi vari (su tutti quelli meccanici) passa alla McLaren (motore Honda). Compagno di scuderia un certo Alain Prost, con cui inaugurò una bellissima rivalità che avrebbe fatto la storia della Formula 1. E’ di Senna la vittoria a fine stagione, con 2 GP di anticipo (8 vittorie e 13 poles), e il grande Ayrton corona il sogno. L’anno dopo però vince Prost, con alcune gare molto dubbie, che contribuirono ad inasprire ulteriormente i rapporti tra i 2 compagni di scuderia.

Così l’anno dopo Prost passa alle Ferrari, ma il braccio di ferro continua: Senna arrivò in Giappone in vantaggio di classifica, ma col rivale in recupero. Anche questa volta, alla prima curva, Prost chiuse la traiettoria e fu urtato da Senna, impatto che mandò entrambi nella sabbia (mesi dopo Senna, parlando di quest’episodio commenterà: «A volte le gare finiscono a sei giri dal termine, a volte alla prima curva»). Senna era così campione del mondo per la seconda volta.

Il calo di competitività della Ferrari nel 1991 interruppe la saga Senna-Prost, favorendo le vittorie del pilota paulista, che si aggiudicò il terzo titolo mondiale, dovendo però far fronte ad un grintoso Nigel Mansell, battuto solo alla penultima gara ancora in Giappone. Fu l’ultimo titolo per Senna, che nel 1992 si trovò alle prese col calo di competitività della McLaren (e con una Williams eccezionale) che, quindi, dovette sopportare una stagione in tono minore.

Nel 1994 Senna si trasferì alla Wlliams campione in carica, al posto di Prost. Dopo una partenza difficile, Senna affrontò la terza gara, il GP di San Marino. Al 7° giro, il secondo dopo la ripartenza dietro la safety car (entrata in seguito ad un incidente in partenza che aveva coinvolto J.J. Lehto e Pedro Lamy, i rottami delle cui vetture avevano provocato il ferimento di alcuni spettatori), Senna uscì di pista alla curva Tamburello, sembra a causa del cedimento del piantone dello sterzo della sua monoposto. Senna, ormai solo passeggero impotente di una monoposto ingovernabile, provò a frenare con tutte le sue forze, arrivando persino a bloccare tutte e quattro le ruote. Ma la via di fuga in quel punto del circuito offriva uno spazio ridottissimo. L’impatto fu tremendo, coinvolgendo la parte anteriore destra della monoposto. Il puntone della sospensione perforò il casco provocandogli gravissime lesioni. Anche in assenza di questo particolare per il brasiliano non ci sarebbe stato nulla da fare, poiché nell’impatto riportò la frattura della base cranica e dell’osso frontale. Spirò all’Ospedale Maggiore di Bologna, dove era stato elitrasportato, alle ore 18:39. La sua morte gettò nel lutto tutto il mondo della Formula 1, ma soprattutto un popolo intero, il Brasile, che di Ayrton aveva eletto un idolo e un simbolo incontrastato. Vennero addirittura proclamati tre giorni di lutto nazionale.

Ayrton Senna ha disputato 161 GP, cogliendo 41 vittorie, 65 pole position, 19 giri più veloci in gara e 610 punti iridati validi (su 614 totali). È partito per 87 volte in prima fila ed ha ottenuto 96 piazzamenti a punti, 80 dei quali sul podio.

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  • 18
  • Giu

Tributo a Francesco Totti

Francesco Totti è un calciatore italiano, centrocampista-attaccante della Roma e della nazionale italiana (ancora?).

Dotato di grande forza fisica ma anche di talento e tecnica, è giustamente considerato il miglior esponente dell’attuale calcio italiano. Fino a poco fa tutti avrebbero giurato che il suo ruolo ideale fosse stato dietro alle punte, ed invece quest’anno, ha dimostrato di sapere “funzionare” benissimo anche come attaccante, divenendo il capocannoniere del campionato italiano, con 26 reti.
Con la nazionale invece ha giocato fino ad ora 55 partite, segnando 9 gol, e laureandosi campione del mondo nel 2006, in Germania.

Nasce a Roma nel 1976, nel quartiere Appio Latino, nei pressi dell’oramai mitica Porta Metronia. Tira i primi calci nella Fortitudo, per passare poi nella Smit Trastevere e poi alla Lodigiani, dalla quale sarebbe stato in procinto anche, ahime, di passare alla Lazio, ma poi trasferendosi alla Roma.

Dopo 3 anni di settore giovanile entra nel giro della prima squadra a soli 16 anni, grazie a Boskov (famosa la sua frase “rigore è quando arbitro fischia”). Nella stagione 94/95, con Balbo e Fonseca in squadra, colleziona 21 presente, segnando anche 4 reti. L’anno dopo, con Zeman, il Bimbo de oro diventa titolare. Il 4-3-3 dell’allenatore ne esalta le qualità sia tecniche che fisiche, portandolo a divenire il leader incontrastato della squadra. Nel 98 Aldair gli lascia la fascia di capitano e nel 99 la Roma ingaggia Capello, che comincia subito a costruire intorno a lui una squadra molto competitiva, che il primo anno arriva sesta, ma che l’anno dopo raggiunge il grandissimo traguardo dello scudetto, con l’apporto di giocatori fortissimi come Batistuta, Montella, Tommasi, Samuel, che mancava alla capitale da moltissimi anni. In lizza per il pallone d’oro riceve una delusione cocente, vedendolo assegnare a Michael Owen, che però negli anni non terrà il ritmo di Totti.

Nel 2005 rinnova il contratto con la Roma fino al 2010, regalando alla Roma l’intera sua vita calcistica da professionista.

Il 19 febbraio 2006, nella partita casalinga con l’Empoli, riceve un bruttissimo fallo da dietro di Vanigli, che gli provoca una frattura del perone con interessamento della caviglia.
Totti però vuole andare al mondiale, e si lancia in quello che sarà un recupero record (rientra nella Supercoppa poi vinta dall’Inter).

L’esperienza del Mondiale per Totti è fantastica per i risultati, ma non per il gioco da lui espresso, evidentemente ancora non al top dopo il rientro dall’infortunio. Ma nonostante tutto colleziona 7 presenze, 3 assist e il gol su rigore contro l’Australia che qualifica l’Italia ai quarti.
Il 9 luglio 2006 a Berlino, Totti e i compagni diventano campioni del mondo, dopo una finale lottata e vinta ai rigori, con gol decisivo di Grosso.
In seguito esprime la volontà di allontanarsi dalla nazionale per recuperare del tutto dall’infortunio, annunciando che sarebbe rientrato solo dopo l’estrazione della placca inserita durante l’operazione.

Totti è attualmente il miglior marcatore italiano ancora in attività, dopo la doppietta contro il Cagliari il 20 maggio 2007, segna il suo 200esimo gol in carriera, e proprio ieri, dopo la defiance di Van Nistelrooy conquista la scarpa d’oro per la stagione appena conclusasi (premio assegnato a chi segna il maggior numero di reti nel proprio campionato, moltiplicato per il coefficente di difficoltà dello stesso).

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  • 04
  • Giu

Tributo a Mike Tyson

Di Pizzicone, in Video Sportivi, Video Tributi.

Mike Tyson è grande. Mike Tyson è piccolo. Dipende dai punti di vista, come sempre. Mike però, è discutibile nei comportamenti, nel modo di affrontare la vita, nel modo di trattare le donne, ed anche nel modo di approcciare allo sport, ma ciò che non è discutibile è la sua potenza, devastante, animalesca, infinita quanto scaturita.

Un breve sunto della sua vita: Nasce a Brooklyn il 30 giugno 1966, passa un’infanzia difficile (viene arrestato e malmenato in tutto 66 volte). Apprende l’arte della boxe da Cus D’amato, che gli fa anche da padre e da manager e che a 13 anni lo porta alla scuola di boxe dell’ex pugile Bobby Stewart. Nel 1985 è il più giovane campione del mondo dei pesi massimi della storia, sconfiggendo Trevor Berbick, detentore della cintura Wbc. Nel 1988 si lega al manager Don King e ottiene una serie inarrestabile di vittorie, fino a quando nel 1990 viene sorprendentemente sconfitto da James Douglas. L’anno dopo viene accusato di stupro dalla modella Desiree Washington, e il verdetto lo condanna a 10 anni di carcere. Ottiene uno sconto e se ne fa 3, ma la sua vita comincia ad andare a rotoli. Divorzia con Don King, fa qualche incontro lampo (più per i soldi che per altro), ma nel 2003 dichiara bancarotta. Nel 2004, dopo la sconfitta con Kevin McBride decide di abbandonare la carriera, segnata da 58 incontri, con un record di 50 vittorie e 2 no-contest.

La sua vita, sregolata e piena di successi e di sbandamenti, a me ricorda quella di Maradona, nonostante tutto, anche lui, un grande.

Comunicazione di servizio: da oggi cominceremo ad includere anche video presi da youtube o altri. Nonostante ciò snaturi un pochino la grafica del sito, siamo costretti a questa scelta perchè ci seguite in tanti (anche dall’estero), ed il server risulta sovraccarico. In sintesi, è il successo che ci spinge a questa scelta. Grazie a tutti.

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