Non credo che il videogioco Halo 3, osannato negli USA, abbia avuto lo stesso successo qui da noi, ma questo filmato merita di essere visto, non per il videogioco in se stesso, bensì per osservare come può essere impiegato male il tempo, anzi, come lo si può impiegare inutilmente.
Questo ragazzo, evidentemente annoiato dall’incapacità degli avversari di batterlo, decide di elaborare un suicidio che sembra più un rompicapo che altro.
Ma uno sparo secco in testa?
Ecco il trailer del videogioco più realistico della terra: Grand Theft Auto 4.
Mica male.
A Las Vegas, è stata creata questa piramide, che avrebbe il doppio compito di festeggiare Natale e adorare Pacman.
Guardate questo ragazzo di cosa è capace a Tetris. Ma quanto si sarà allenato?
Quando spieghi come funziona il WII della Nintendo, non dare per scontato che il amico ne conosca già il funzionamento, e spiegagli che è tutta una simulazione, o ti prenderà alla LETTERA!
Io lo ricordo Battletoads, un simpatico videogioco, ma devo dire la verità, mi ha impressionato rivederlo su Youtube perchè si, poteva essere un gioco carino, ma non di quelli meritevoli di passare alla storia.
Poi metto play e scopro che il video non è su Youtube perchè qualche appassionato lo ricorda con piacere, piuttosto il contrario, perchè qualche appassionato lo ricorda con odio! In effetti nel video vedrete l’autore del filmato alle prese con un livello difficilissimo, di quelli che, o impari a memoria, o ti scordi di passare!
Questo studente della Stanford University reagisce bene (o male, dipende dai punti di vista), dopo aver passato il 60esimo livello in World of Warcraft, forse il videogioco più di successo degli ultimi anni, e comincia a urlare, esultare, svegliare tutto il piano, alle 2.14 di notte.
Gli avranno già detto che ci sono altri 10 livelli?
Questo ragazzo decide di girare la città come la girerebbe SuperMario 3, per dimostrare che non sia poi così comodissimo!
Crayon Physics Deluxe è puzzle game basato sulle leggi della fisica, nel quale gli oggetti che disegnate diventano “reali” e si comportano come si comporterebbero nella realtà. Per risolvere i puzzle sono quindi richiesti intuito, creatività, logica.
Devo dire che mi ha veramente impressionato, non per la grafica ne per le caratteristiche solite dei moderni videogiochi, ma per l’originalità dell’idea.