Quando arrivi a casa e ti aspetta la tua dolce mogliettina, tutto ti sembra perfetto, e tranquillo.
Deve aver pensato la stessa cosa anche sua moglie.
Questo ragazzo è fortissimo nei parcheggi, li fa “ad orecchio”.
Cosa vuol dire? Semplice, si regola ascoltando i botti delle macchine che colpisce violentemente.
Non sapete come fare quando lo spazio è stretto e pensate di non poter entrare? Tranquilli, ci pensa Dissacration, che vi documenta questa esperienza e vi da lo spunto per le prossime volte.
Ah, per uscire quando non c’è spazio per aprire gli sportelli laterali? Tranquilli, c’è anche quello.
Sinceramente? Non mi sembra una vera novità, anche se è interessante vedere come funziona.
Non mi sembra una novità perchè ce ne sono diversi anche in Italia, che permettono di parcheggiare le automobili.
Me ne viene un mente uno nei pressi della stazione Termini, che sinceramente inizialmente mi mise un pò d’ansia, proprio perchè non mi fidavo della tecnologia che mi avrebbe dovuto riconsegnare la mia auto nuova di zecca. Tutto ok per fortuna, importante non perdere il ticket, altrimenti addio macchina!
Per informazione comunque, questo parcheggio può stipare fino a 9400 biciclette.
I video scartati (ma non del tutto), di oggi:
Beh, non vi anticipo nulla.
Grazie a rey per la segnalazione
C’è gente con delle abilità particolari, in grado di fare qualcosa ritenuto fino ad allora impossibile.
Questo tizio ha la capacità di farsi mettere sotto da una macchina parcheggiata.
Come?
I soliti amici della tv giapponese questa volta si inventano una gara molto particolare: quella del parcheggio impossibile.
Creano una specie di zona virtuale, dove lasciano il margine di 1 o meno centimetri per entrare a marcia indietro.
Voi sareste in grado?
No, non ha 600 anni, ma è come se li avesse. Piuttosto guida una Fiat 600, e piuttosto male.
Una delle caratteristiche dei nostri nonni, per chi avesse la fortuna di averli ancora, è la loro incapacità di non sentire quasi il rumore del motore, rendendo quasi necessario il premere l’accelleratore ai limiti del possibile, per cercare di sentire che effettivamente la macchina funziona! Bene, è il momento di rilasciare la frizione (che dai 70 anni di età in poi dura in media 19 giorni).
Fosse finita qua, il nostro nonnino di Verona non dovrebbe far altro che passare dal meccanico e pagare il parcheggio (non 1€ all’ora, intendo dire il danno fatto durante il parcheggio alla frizione, con conseguente disastro ecologico annesso), ma il nostro è caparbio, convinto delle sue potenzialità:
“Si, posso distruggere la macchina. Sono un tipo da carrozziere io mica da meccanico!”
Detto (anzi pensato), fatto, ecco il parcheggio “a orecchio”, come lo chiamo io, ossia: la macchina è ben parcheggiata quando odiamo il tonfo dell’auto vicina, del marciapiede, o del muro, come nel caso in questione.
Grazie a Gibaud per la segnalazione
Voi sapevate che la Volkswagen avesse sviluppato una tecnologia, la Park Assist, che permette alle sue vetture di parcheggiare da sole? Io non lo sapevo!
Nel primo video vedrete come effettivamente accade nella pratica, mentre il secondo video vi mostrerà, anche se abbastanza superficialmente, come il sistema riconosce lateralmente uno spazio libero, prende le misure, e ci si infila.
Che roba!